Monday, February 9, 2009


a che cosa serve un approdo senza consolazione? sembra un approdo retorico, non pratico. intanto la bocca rimane asciutta - è vuota.

ciò che parla delle vite (la madre, il cibo, la fame, l'amore, il sesso, Dio, la croce) può sembrare negazione della vita, a causa del suo linguaggio. ora il libro appare nudo: senza interventi. così ogni lettore sarà critico, liberamente.

la [mia] poesia non era né informale né fredda, perché le cose di cui parla (la madre, il cibo, la fame, l'amore, il sesso, i rifiuti, il rifiuto, Dio, la croce) non possono essere fredde. era anche orale, fin dall'inizio, come è orale quasi tutta la poesia, da sempre. ho lasciato dire che la mia poesia era fredda, perché - lasciata da sola - sembrava veramente fredda. non lo era - così ne ho sofferto molto, fino a lanciare segnali alternativi alla freddezza (uscite dai gruppi, scrittura su Pasolini, teatro, foto, tutto ciò che non fosse freddo - a costo di cadere nell'eccesso opposto) ed è sempre una cosa di uomini - anche tra i poeti - e di io: come posso io tenermi in mente la grande donna (problema di Giacomo da Lentini, perché aveva gli occhi piccoli); come posso io appagare la donna (problema del sesso); come posso io non recedere dai voti (problema del consacrato, quando si innamora). io, io, io; e lei?

lei è sempre ESPOSTA. una posizione maschile è troppo comoda, sempre. ora essere 1, ed essere 1 uomo, e 1 uomo e basta - è poca cosa, e non basta più. gloriarsi degli occhi piccoli non è più possibile. allora bisogna riformulare per non ripetere - ho scritto una volta. il popolo futuro arriva - gli occhi vedono. nel cinema si parla di soggettive. in letteratura, si tratta di io gonfi (tumefatti, senza cosmetica) e molteplici (Gadda, Testori, Pasolini, Sapienza, Santacroce) - che contengono tutti (tutto). la tecnica gira la macchina e fa contemplare il campo da un occhio virtuale, che corrisponde all’occhio di un personaggio. la letteratura non può (credo): la letteratura dilata e trova, e pratica la sua mediazione. ed è solo questo che voglio, come posso. l'aria è l'elemento che riempie lo spazio tra persona e persona. l'assenza non è vuota: è aria. è invisibile, ma è presente.

nella Città Barbara l'aria è viva e forte, come un terzo elemento dopo acqua e terra.

massimo sannelli [l'aria - puntoacapo editrice, 2009]
[ fotografia di Francesca Vitale - Roma, gennaio 2009 ]